La nostra esperienza in Silicon Valley

Cinque ingegneri catapultati nella realtà della Silicon Valley, emozionati e pieni di aspettative. Ecco quello che ci è capitato. Siamo stati selezionati per un tour nella Silicon Valley, in California, insieme ad un gruppo di altri studenti provenienti da tutta Italia, per visitare quella che da tutti è definita il cuore delle nuove tecnologie, la culla dell’innovazione. Una realtà in cui convivono le più grandi imprese tecnologiche di tutto il mondo, insieme a rinomate università e alle più svariate startup. Questo viaggio non ha deluso le nostre aspettative, ci ha fatto scoprire un mondo nuovo dall’altra parte dell’oceano, dove innovare è all’ordine del giorno e dove la novità non spaventa nessuno, ma incuriosisce un po’ tutti.

Appena arrivati capiamo come, forse, è proprio il modo di pensare che differisce da quello con cui siamo abituati ad interfacciarci. Come in Italia, anche lì, si parla di raccomandazione ma la concezione è totalmente opposta; all’università di Stanford ci spiegano che essere “raccomandati” è il modo principale per poter essere selezionati all’interno di un’università, sia come studenti sia come docenti. Ci mostrano che è proprio questo il miglior modo, anche all’interno di un’università così importante, di capire il vero valore di una persona, solo chi ci ha già lavorato insieme o ha avuto modo di confrontarsi con una persona può descriverne le virtù nel migliore dei modi; proprio per questo motivo ogni anno centinaia di lettere di referenze sono spedite da e verso ogni angolo della California. Anche nell’università di Berkeley ci raccontano che la meritocrazia è alla base di tutto. Non si deve però pensare al solo valore scolastico, con meritocrazia si intendono tutte le capacità personali, dalla creatività alla capacità di lavorare in team.

Un’altra pietra miliare del pensiero all’interno della valle è la cultura del fallimento: come ci raccontano i ragazzi che lavorano in LinkedIn, fallire non è sinonimo di cattive azioni, piuttosto di aver osato, aver cercato di superare i propri limiti per essere i migliori. Sono proprio loro a dirci che se nessun progetto tra quelli in programma dovesse fallire, ciò vorrebbe dire non aver osato abbastanza e non aver imparato nulla di nuovo. L’azienda chiede ai propri dipendenti di essere flessibili e di andare fuori dagli schemi, solo questo permette loro di eccellere. Il capitale umano è percepito come uno dei “possedimenti” più importanti di un’azienda ed è proprio per questo motivo che sono svariati i servizi offerti ai dipendenti, dal massaggiatore al corso di yoga, per far sì che il lavoratore possa sempre rendere al meglio. Il personale è motivato ogni giorno ad imparare cose nuove anche, e soprattutto, fuori dalle materie che trattano ordinariamente, è questo il segreto dell’innovazione.

Anche i rappresentati di SVIEC (Silicon Valley Italian Executive Council) ci parlano di motivazione: il lavoro infatti non deve essere un peso, bensì la nostra passione e coloro che ci circondano devono essere persone positive che riescano a tirar fuori il meglio da noi stessi. Ci consigliano poi di non abbandonare mai i nostri hobby e il volontariato. Anche se non direttamente, ogni attività è utile ad aprire la mente e ad imparare qualcosa di sfruttabile in svariate situazioni, ad essere elastici, è questo che continuano a ripeterci.

Eccole tutte quelle menti elastiche, ragazzi che si sono messi in gioco e sono partiti da ogni angolo del mondo, anche dall’Italia ovviamente, sono venuti qui per provare a rendere reali tutte le loro idee. Li chiamano startupper, ragazzi che hanno idee innovative e che cercano qualcuno che li supporti. Questo è il luogo giusto. Alcuni di loro ci rivelano che qui è pieno di incubatori, investitori e persone pronte a dare preziosi consigli per poter fare ogni giorno un passo in più verso la realizzazione della propria idea, un luogo che semplifica tutti quei processi che sono per alcuni di noi la ragione per abbandonare tutto. Presso Google incontriamo un’altra mente brillante che ci racconta come far crescere ogni tipo di business, tutti i segreti che utilizzano qui nella valle per andare da 0 a 100 in tempi brevissimi.

 

A proposito di persone, il motto di chiunque in Silicon Valley è “fare networking”. Qui è fondamentale conoscere gente, circondarsi di individui con cui si possano condividere le proprie esperienze e che ci possano raccontare le loro, sempre per rendere la nostra mente ogni giorno un pochino più aperta e flessibile, e poi perché comunque “non si sa mai”. Sperimentiamo anche questo, presso BAIA (Business Association Italy America) facciamo un aperitivo di networking tra startupper, dipendenti di incubatori e lavoratori di Apple, NASA e molte altre aziende. È stupefacente come sia per loro così normale parlare con chiunque, chiederci chi siamo e cosa ci facciamo lì, ascoltando interessati anche la nostra storia. Ma in realtà non ci dovremmo stupire, qui il modo di porsi è proprio questo, in effetti dopo aver conosciuto il CEO di Logitech che ci ha dedicato il suo tempo raccontandoci di lui e di come sia riuscito a rinnovare l’azienda come se fosse cosa da tutti giorni e buttando giù quattro dati scritti a pennarello su un muro, non ci dovremmo stupire più di nulla.

Promotrice della filosofia della poca formalità è anche la Draper University, un’università molto diversa dalle precedenti, qui viene insegnato il modo migliore di fare business ma non nella maniera che tutti noi ci immaginiamo. I libri sono sostituiti da seminari tenuti da grandi imprenditori, da prove pratiche e sperimentazioni in cui ognuno può sentirsi libero di provare a sviluppare le proprie idee e a venderle a possibili reali investitori. Un vero è proprio campo di prova, che ovviamente anche noi abbiamo sperimentato.

Restiamo poi sbalorditi nel toccare con mano i luoghi in cui lavorano le persone che incontriamo ogni giorno durante il nostro viaggio, vere e proprie realtà in cui c’è davvero tutto il necessario per vivere e lavorare bene. Restiamo a bocca aperta camminando per le vie dell’headquarter di Facebook, una vera e propria città con negozi e ristoranti, tra una chiacchierata e l’altra anche nei momenti di pausa i dipendenti completano le loro attività. Qui, come ovunque nella valle, vige l’orario flessibile ognuno può entrare, uscire e lavorare come e dove vuole; servono proprio a questo i campus, le persone sono così motivate che spesso e volentieri non vogliono neanche andarsene e avere luoghi di svago è una vera e propria necessità.

Un commento a caldo: questa è una realtà che stupisce ogni giorno, è tutto sempre in movimento. Abbiamo incontrato persone diverse ma tutte così motivate che ci hanno trasmesso la loro passione e ci hanno fatto capire quanto sia straordinario questo ecosistema che sostiene le menti più brillanti. Il cambiamento sembra così vicino ma in realtà lontanissimo, è necessaria la giusta scintilla e la consapevolezza che la realtà è mutevole e deve essere modificata per il meglio di tutti gli individui. La ricetta è semplice, l’ingrediente più importante è la motivazione e l’impegno. “Essere i migliori e farlo subito, perché tanto qualcun altro ci sta già pensando” ecco qual è il sottofondo che risuona in tutta la Silicon Valley.